Arbitro picchiato a Torpe’. L’ira di Cadoni e Contini: “Nulla può giustificare l’aggressione”

Sull’aggressione del giovane arbitro ieri a Torpe’, non usano troppi giri di parole il presidente del Comitato Regionale della FIGC Gianni Cadoni e il Consigliere Regionale Andrea Contini, da ex direttore di gara delegato a curare i rapporti fra dirigenza regionale e classe arbitrale.

IL COMUNICATO DELLA FIGC FIRMATO DA GIANNI CADONI
Sull’aggressione di un giovane arbitro da parte di un calciatore verificatosi ieri durante la partita del campionato di 2a Categoria fra Torpè e Star sport, è intervenuto oggi il Presidente del CR. Sardegna Gianni Cadoni.
“Il fatto accaduto rappresenta un episodio di violenza grave ingiustificato rispetto al quale il Comitato regionale esprime parole di condanna. Non esiste alcun modo per aggredire un arbitro, anche se questo avesse sbagliato una qualsiasi valutazione di carattere tecnico o disciplinare.
Il Comitato regionale da me rappresentato esprime piena solidarietà all’arbitro, a tutti gli associati della sezione di Ozieri e dell’Aia della Sardegna.
Andando oltre quella che sarà la sentenza del Giudice sportivo, il C.R. Sardegna si impegna a promuovere iniziative in tutto il territorio regionale, affinché tali bisogni non abbiano a ripetersi.
Dal nostro punto di vista è necessario impostare un percorso di crescita culturale coinvolgendo gli arbitri, i dirigenti, gli allenatori, i calciatori, i tifosi e i genitori di ragazzi che giocano a calcio.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare tutti gli attori contro la violenza mediante il superamento delle diffidenze reciproche che esistono tra i protagonisti che ogni domenica scendo in campo. Una partita di calcio oltre ad essere un importante evento è un’occasione di incontro e di socializzazione.
Il Comitato regionale Sardegna si sente impegnato a diffondere i valori veri dello sport e di amicizia che dovrebbero caratterizzare ogni manifestazione sportiva a qualunque livello”.

Andrea Contini

LA NOTA SUL SUO PROFILO FACEBOOK DI ANDREA CONTINI
“Solidarietà nei confronti del giovane arbitro e condanna morale per chi si è reso protagonista di un gesto grave e immotivato. L’idea che sia lecito picchiare un ragazzo che svolge un servizio a favore dello sport va sdradicata da un punto di vista culturale , onde evitare che un momento di incontro e socializzazione diventi un’occasione per dare sfogo a proprie frustrazioni con atteggiamenti di intimidazione e violenza”.