Intervista Lorenzo Cagli – N. 05 del 11-04-2016

Intervista Lorenzo Cagli – N. 05 del 11-04-2016

11 Aprile 2016 Off Di Web GuilcerSport

Le interviste di GuilcerSport – N. 05 del 11-04-2016

LORENZO CAGLI

UN GIOVANE TECNICO DEL GUILCER CHE SI STA DISTINGUENDO NELLA FORMAZIONE DEI GIOVANISSIMI DELLA PRESTIGIOSA SCUOLA CALCIO “GIGI RIVA” DI CAGLIARI E CON UNO STAGE AL CAGLIARI CALCIO

Il ghilarzese Lorenzo Cagli, già da alcuni anni si sta distinguendo per il suo importante lavoro nel settore giovanile della prestigiosa Società Scuola Calcio “Gigi Riva” di Cagliari dove è ben voluto e stimato da tutti: bambini, genitori e dirigenti. Abbiamo voluto farvi conoscere meglio Lorenzo con una chiacchierata in libertà fatta insieme a Serafino Corrias per la serie di interviste di Guilcer Sport, dove vogliamo far emergere belle figure di sportivi del territorio che operano in un settore strategico della nostra vita sociale.

  • Come per tutti, una piccola presentazione per chi non lo conoscesse, sia dal punto di vista personale, professionale e sportivo.

Ho 27 anni, sono laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive. Nel 2013, ho svolto il corso CONI – FIGC a Cagliari per attività di base, mentre quest’estate discuterò la tesi del Master universitario in teoria e tecniche della preparazione atletica del calcio delle università di Verona e Pisa, e del Settore tecnico FIGC, iniziato nel dicembre 2014 che mi abiliterà come preparatore atletico del settore giovanile professionista. Oltretutto, proprio in questi giorni, sto terminando il Corso da Tecnico UEFA C, riguardante il solo settore giovanile. Collaboro con la Scuola Calcio “Gigi Riva” dal 2011, e da settembre svolgo uno stage al Cagliari Calcio lavorando con alcune categorie dell’attività di base. La mia carriera da calciatore invece inizia a 6 anni nelle giovanili del Ghilarza, con cui svolgo tutta la cosiddetta trafila fino ai 18 anni. Approdo all’Abbasanta con cui vinco un campionato juniores ed esordisco in Promozione. Dopo Abbasanta, ho militato a Tadasuni, Sedilo e Dualchi in seconda categoria.

  • Domanda d’obbligo anche per lei, cosa ne pensa del nuovo sito di informazione sportiva GuilcerSport.it?

È un ottimo canale di informazione soprattutto per chi, come me, non è più a stretto contatto con l’ambiente sportivo del Guilcer. Seguo sempre con un occhio di riguardo il Sedilo Calcio che milita in Seconda Categoria (spero riesca a salire in Prima) ma leggo con grande interesse anche gli articoli che riguardano la Pallavolo e il Basket. L’anno sportivo 2015/2016 è stato indimenticabile a parer mio per il Guilcer (vedi anche i risultati della Pallavolo, la rinascita del Basket Ghilarza e la conquista della Coppa Italia da parte del Ghilarza Calcio) e GuilcerSport.it è secondo me la ciliegina sulla torta.

  • Lei è uno dei giovani tecnici del Guilcer insieme ad Andrea Pia alla Torres, che si sta facendo apprezzare fuori dal suo territorio di origine. Perché questa scelta?

Diciamo che non è stata proprio una scelta ma un occasione. Nel 2011 grazie alla Facoltà di Scienze delle Attività Motorie e Sportive di Cagliari, ho svolto il tirocinio curricolare nella Scuola Calcio “Gigi Riva”, e in quei mesi è nata la possibilità di collaborare più “seriamente”. Non nascondo che mi piacerebbe un giorno lavorare anche nei settori giovanili del mio territorio.

  • Ci parli della sua esperienza nella prestigiosa Scuola Calcio “Gigi Riva”…

Come detto in precedenza il tutto nasce grazie al tirocinio che ho svolto grazie alla Facoltà di Scienze Motorie di Cagliari. Negli ultimi mesi del 2011 ho potuto collaborare con alcuni istruttori della scuola calcio (tra cui Giorgio Mascia che è praticamente il mio mentore), e in quei giorni ho capito quanto è bello trasmettere la passione per il calcio ai bambini. E’ nata così in me l’idea di trasformare una passione nel lavoro di una vita. Il resto l’ha fatto l’ambiente dove lavoro, perché la Scuola Calcio “Gigi Riva” è un’isola felice, il suo slogan è “formare il bambino, formare l’uomo, prima del calciatore”; a noi interessa regalare al bambino la possibilità di svolgere attività motoria e sportiva nell’ambiente più sano possibile. Penso che il problema in Italia dei settori giovanili sia che in molti pensino di formare un calciatore, mentre la nostra mission dovrebbe essere quella di formare innanzitutto un buon cittadino e un buon atleta. Ovvio poi che se un nostro bambino – ragazzo arriva al “calcio che conta”, noi abbiamo svolto il nostro compito perfettamente.

  • Cosa chiede principalmente al tecnico una società che si occupa di solo settore giovanile?

Come ho detto prima, chiede soprattutto che venga tutelata la formazione del bambino ancora prima di quella del calciatore, rispettando tutte le fasi della crescita. E non parlo solo di formazione tecnica, bensì coordinativa, psicologica e cognitiva.

  • Lei conosce la realtà delle squadre giovanili delle formazioni del Guilcer, quali differenze trova rispetto a quanto si fa in un territorio importante come Cagliari?

La differenza sostanziale è il bacino d’utenza. Ovvio che nella realtà cagliaritana i momenti di formazione e confronto sono molteplici. Penso però che dalla realtà del Guilcer, Cagliari possa “rubare” la passione e la voglia con cui la gente porta avanti una società sportiva.

  • Un giudizio da osservatore esterno sulle squadre di calcio del Guilcer di Eccellenza, Prima e Seconda Categoria.

Il Ghilarza direi che ha disputato per ora un buonissimo campionato e ha raggiunto la storica vittoria in Coppa Italia. Penso sia una stagione molto positiva. Nell’Abbasanta giocano tanti ragazzi (grande Capitan Sier), che conosco e portano avanti un bel progetto disputando un campionato dignitosissimo. Come detto prima, un occhio va sempre alla Seconda categoria visto che i miei ex compagni del Sedilo stanno disputando un campionato strepitoso.

  • Lei lavora con i ragazzi, ritiene che il lavoro sui giovani in zona sia da considerare adeguato e al passo con i tempi…

Lo scorso anno nella prima edizione del Torneo San Palmerio, il Ghilarza Calcio, in tutte le sue componenti (soprattutto i genitori), ha espresso le sue potenzialità. E’ stato messo su un torneo di ottimo livello, con un organizzazione pazzesca. Quello dev’essere un punto di partenza e non di arrivo. Ovviamente la voglia e la straordinaria passione non bastano; il lavoro nei settori giovanili è importantissimo ed è fondamentale secondo me che chiunque lavori con dei bambini sia preparato e qualificato.

  • Cosa si aspetta Lorenzo Cagli da tecnico per i prossimi anni?

Io continuerò a trasmettere la mia enorme passione per questo sport, insegnando i giusti valori ai bambini e ai ragazzi. Non mi vedo come allenatore di una squadra di adulti, mi piacerebbe specializzarmi sempre di più sull’attività di base e sul settore giovanile. I bambini e i ragazzi sono incredibili, ti regalano emozioni uniche ed esperienze che rimarranno impresse per sempre nella testa.

Grazie Lorenzo e in bocca al lupo per il tuo futuro personale e sportivo.

Serafino Corrias

Lorenzo Cagli 2

Lorenzo insieme ai “suoi” ragazzi

Lorenzo Cagli 1

Lorenzo in panchina

Lorenzo Cagli 3

Lorenzo con Daniele Conti