Calcio terapia: nasce in Sardegna una squadra di IV Categoria

Nasce in Sardegna la prima squadra regionale di calcio di IV categoria composta da giocatori con disagio psichico e gemellata con la squadra del Cagliari calcio.
L’obiettivo è quello di inserire la disabilità nel sistema calcio, permettendo anche agli atleti dilettanti di confrontarsi con professionisti ed avere accesso al mondo dello sport agonistico.
Il progetto nasce dal protocollo d’intesa firmato a livello nazionale da Ministero dello Sport e Figc (Federazione italiana gioco calcio), che hanno concordato di inserire all’interno della Federazione le associazioni dilettantistiche special, attraverso la creazione o l’adozione di una squadra di IV categoria da parte di un club professionistico. Così, a quarant’anni dall’approvazione della legge Basaglia, che aveva disposto la chiusura dei manicomi e dato il via all’umanizzazione dei trattamenti nei confronti dei pazienti psichiatrici, anche il mondo dello sport si apre al mondo del disagio mentale.
Per la Sardegna, il Dipartimento di Salute mentale e dipendenze (Dsmd) della Ats-Assl Oristano, pioniere nella sperimentazione dello sport come terapia e promotore del campionato regionale ‘Un calcio ai pregiudizi’ nella stagione sportiva 2017/2018, è stato incaricato dalla Figc di convocare tutte le squadre e gli atleti alla selezione per la creazione di una squadra regionale di IV categoria da gemellare con la squadra rossoblù. La selezione si è svolta lo scorso 7 aprile nei campi della Federazione gioco calcio di Oristano, in località Sa Rodia.
«Il mandato del progetto – spiegano dal Dipartimento di Salute mentale oristanese – è quello di dare risposte alla richiesta degli atleti con disagio mentale che, in alcuni casi, hanno tutte le prerogative per poter giocare a livello agonistico e che, grazie allo sport, hanno una concreta opportunità di inserimento lavorativo e sociale. Il protocollo prevede infatti, anche di occupare gli atleti con disagio anche in contesti lavorativi».
Si tratta di un’iniziativa che sta vedendo una forte espansione a livello nazionale e internazionale, espressione di un calcio pulito, capace di abbattere le barriere del pregiudizio e lanciare un forte messaggio di inclusione sociale a chi segue il mondo del calcio. Un’attività, quella della sport-terapia, che il Dipartimento di Salute mentale di Oristano promuove con successo da molti anni, attraverso la squadra dei Fenicotteri, associazione sportiva dilettantistica che allena settimanalmente circa quaranta atleti, tre dei quali sono stati selezionati per i primi mondiali di calcio a cinque dedicati all’inclusione sociale, disputati a Osaka nel 2016 e raccontati nel docu-film vincitore del David di Donatello ‘Crazy for football’ e nell’omonimo libro. L’esperienza si ripeterà, inoltre, nei prossimi mondiali ‘Dream World Cup’ che si terranno a Roma dal 13 al 18 maggio 2018.